Assegno impagato: iscrizione CAI, revoca di sistema e sanzioni

Assegno impagato: segnalazione CAI

Vengono definiti assegni impagati gli assegni emessi senza provvista.

Gli assegni impagati vengono inseriti in un archivio informatizzato detto CAI (Centrale di Allarme Interbancaria), archivio che raccoglie anche segnalazioni inerenti assegni emessi senza autorizzazione, assegni emessi senza provvista, e le carte di credito di cui è stata revocata l'autorizzazione all'uso.

La segnalazione alla CAI è immediata (entro 20 giorni dalla presentazione al pagamento dell'assegno) solo nei casi di:

  • protesti di soggetti già iscritti alla CAI per lo stesso motivo
  • protesti causati da "firma non conforme" (tipicamente l'emissione senza autorizzazione)
  • assegni emessi da soggetti interdetti.

Si tratta delle uniche situazioni in cui non viene concesso il periodo di tolleranza di 60 giorni

Come evitare la segnalazione alla CAI

In tutti i casi diversi da quelli sopra riportati, viene infatti concessa una tolleranza di 60 giorni durante i quali l'interessato può evitare l'iscrizione alla CAI (e tutte le relative conseguenze) pagando il dovuto; si tratta del cosiddetto "pagamento tardivo". 
Di tale periodo di tolleranza il soggetto interessato viene portato a conoscenza con il cosiddetto "preavviso di revoca", che deve essere inviato da parte della banca per telegramma o raccomandata a/r entro 10 giorni dalla presentazione al pagamento dell'assegno.

Pagamento tardivo dell'assegno impagato e deposito vincolato

Il pagamento entro 60 giorni, detto "pagamento tardivo", comprende:

  • l'importo inizialmente dovuto dal debitore
  • gli interessi legali
  • alcune spese (di protesto e di gestione)
  • una penale che normalmente si aggira intorno al 10% dell'importo dell'assegno.

Il pagamento tardivo può avvenire:

  • presso lo sportello della banca su cui è tratto l'assegno tramite la costituzione di deposito infruttifero vincolato al portatore del titolo impagato (il creditore),
  • presso il pubblico ufficiale che ha levato il protesto (notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale),
  • oppure direttamente nelle mani del creditore, che rilascia quietanza alla banca o alla posta su un modulo predisposto.

Il pagamento tardivo deve essere anche dimostrato presso l'ufficiale che ha levato il protesto (in molti casi presso la stessa banca) entro gli stessi 60 giorni, per evitare l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla legge. Tale dimostrazione può avvenire con quietanza con firma autenticata o attestazione della banca. 

Il pagamento tardivo (entro 60 giorni dalla presentazione al pagamento dell'assegno) permette di evitare l'iscrizione alla CAI.

Tempi di cancellazione della segnalazione alla CAI

Se il pagamento tardivo non viene effettuato, il nominativo del soggetto viene inserito nel CAI e la segnalazione rimane sei mesi, anche se nel frattempo l'assegno viene coperto. Trascorsi i 6 mesi la segnalazione in CAi viene cancellata. In questo periodo di tempo, è comunque possibile richiedere la cancellazione dell'iscrizione in CAI dell'assegno impagato qualcora ricorrano determinate situazioni.

Contestualmente all'iscrizione nel CAI, viene fatta segnalazione al Prefetto per l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge (sia pecuniarie che accessorie, consistenti nel prolungarsi del periodo di divieto di emettere assegni).

La revoca di sistema

L'iscrizione alla CAI comporta la cosiddetta "revoca di sistema", ovvero il divieto ad emettere assegni per sei mesi e l'obbligo di restituire quelli posseduti.

Tale revoca comporta, in concreto, il divieto per qualunque banca e ufficio postale di stipulare nuove convenzioni di assegno con il soggetto e di pagare gli assegni tratti dal medesimo dopo l'iscrizione nell'archivio.

Pagamento tardivo e segnalazione del protesto nel Registro dei Protesti

Il pagamento tardivo, anche se viene fatto subito dopo la levata del protesto, non dà diritto alla cancellazione della segnalazione di protesto registrato nel Registro dei Protesti tenuto dalla Camera di Commercio. La cancellazione del protesto può essere ottenuta solo dopo che sia decorso un anno, se nel frattempo non si viene protestati di nuovo, rivolgendosi al Tribunale e poi alla Camera di Commercio.

Assegno impagato non protestato: la procedura per dimostrare il pagamento tardivo

Anche se un assegno impagato non viene protestato nel Registro dei Protesti, si potrebbe comunque essere iscritti al CAI e dover pagare le sanzioni amministrative di cui sopra.

La segnalazione al Prefetto, in questo caso, invece di arrivare dall'ufficiale che ha elevato il protesto arriva direttamente dalla banca o dalla posta (comunque sempre dopo che sono decorsi i 60 giorni utili per pagare). In tale situazione cambia la procedura per dimostrare il pagamento tardivo entro 60 giorni: in questo caso, ci si deve rivolgere all'ufficio postale o alla prefettura chiedendo che la procedura di segnalazione alla CAI venga bloccata.

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